Berlusconi è alle corde ma stavolta, pare, una volta per tutte. Dico pare perché questo
sembra indistruttibile. Ogni volta cade e ogni volta ne esce più forte di
prima, magari con qualche barba trucco o espediente. Quindi finché non vedo un
altro al suo posto non ci credo. Ma visti i giornale c’è da sperare che questa
sia la volta buona che ci leviamo il pelato e riacquistiamo quel minimo di
credibilità internazionale che ci “consenta” di superare questa crisi che
rischia di farci finire sul lastrico. (per quanto mi riguarda vivendo in 4 con
uno stipendio io e la mia famiglia sul lastrico ci siamo già da parecchio. E
abbiamo imparato a sopravvivere)
Forse è finita l’era Berlusconi. Forse del caimano non ne sapremo più niente così
come dei suoi passatempi, delle sue barzellette, delle sue bandane. Ma non
credo che basti cambiare personalità di governo per cambiare un paese. Giorgio
Gaber, il più lucido sociologo del nostro tempo, diceva “Non ho paura di
Berlusconi in sé ma del Berlusconi che è in me.” Secondo aveva, come sempre,
centrato il problema. Berlusconi è uno di noi in un posto importante.
È quello che fa le corna alla foto ufficiale e
fa ridere tutti con le sue barzellette omofobe o razziste o sessiste. Qualche
anima bella si chiede come è stato possibile che Berlusconi abbia vinto le
elezioni e sia durato così tanto? Com’è stato possibile?? Ma guardatevi
intorno: siamo circondati da berluschini. Berluschini quelli che cercano di
passarti avanti mentre sei in coda dal macellaio, berluschino il parrucchiere
che ti fa spendere 110 euro e ti rilascia una ricevuta di 16. Chi non paga le
tasse non ha senso civico e ruba i tuoi diritti. Berluschino chi promette
un’assunzione in cambio di una prestazione sessuale. Berluschino chi non studia
e copia il compito. Beluschino chi fa carriera senza merito perché è raccomandato e berluschino chi lo
raccomanda. Berluschino chi si costruisce la villetta deturpando il paesaggio e
poi paga il condono e berluschino l’amministratore che fa il condono e se poi
alla prima pioggia viene giù tutta la collina, beh pazienza, peggio per chi ha
costruito. Berluschino chi non ha rispetto dello stato e del senso collettivo
delle cose. Berluschino chi passa le ore in ufficio a chattare su face book o a
fare telefonate personali con il telefono dell’azienda o dello Stato.
Berluschino chi timbra il cartellino alla mattina e poi esce e va a fare la
spesa. Berluschino chi glielo permette e non controlla. Berluschino chi fa
firmare a una donna una lettera in bianco che poi utilizzerà quando rimane
incinta. Berluschino chi abbandona la lavatrice e il materasso sotto il
cartello vietato scaricare. Berluschino chi si dà malato e poi va a fare la
settimana bianca. Berluschino è chi non paga i dipendenti, assume solo precari.
Berluschino ha fatto in grande quello che tutti gli altri hanno fatto da sempre
nel loro piccolo. L’Italia è un paese in cui i berluschini prevalgono, sono la
maggioranza. Per questo Berlusconi è durato così tanto.
La lista è lunga. la lista siamo tutti noi.
Sì può anche darsi che abbiano individuato l’unica
persona seria che c’è in questo paese, Mario Monti, uno che di sicuro ci farà
fare bella figura all’estero per il suo inglese fluente, la sua passione per la
musica classica e la moglie che non è certo una bella figa che recitava con le
tette al vento nel Magnifico cornuto.
Ma siamo ad un livello così basso che al posto di Berlusconi basta chiunque non induca
minorenni alla prostituzione, non dia della culona inchiavabile al cancelliere tedesco e già in borsa
esultano.
La lista è lunga. Molto lunga.
Basta mettere un ministro che non si pulisca il culo col tricolore e saremmo già a
buon punto. Siamo stati governati per anni, 17 per la precisione, da affaristi,
puttanieri e razzisti. Tutti quelli che dicono “io non sono razzista ma…” sono
razzisti. Tutti quelli che dicono che i rom rubano i bambini, sono sporchi e
ladri sono razzisti. Tutti quelli che dicono e pensano che i figli degli
immigrati rallentano a scuola l’apprendimento dei nostri figli, sono razzisti.
Tutti quelli che dicono che gli immigrati rubano il lavoro, sono razzisti. Tutti
quelli che invocano la padania, la secessione sono razzisti e fuori dalla
storia (e dalla geografia visto che la padania non esiste!).
Basta mettere una donna seria in un ministero chiave e non una ex velina passata alla
storia per delle telefonate in cui ammetteva di aver fatto un pompino al Premier
e quindi di aver guadagnato sul “campo” il posto da ministra, e già mi sentirei
in un paese normale.
Ma guardiamoci dentro, scrutiamoci a fondo con quell’onestà intellettuale che non
ci contraddistingue e chiediamoci: quante generazioni ci vorranno per
ricostruire un senso di etica a questo paese?? Quante generazioni ci vorranno
per estirpare tutto ciò dalla nostra cultura? Quante generazioni ci vorranno
per un’Italia che sia veramente un paese unito, forte, solidale??
La prima cosa da fare in assoluto è ridare dignità al parlamento attraverso
elezioni in cui ogni cittadino può scegliere responsabilmente chi lo
rappresenti meglio, ma con una legge elettorale come questa non è possibile.
Quindi cambiare la legge elettorale e poi votare. Magari non si verificheranno
più dei voltagabbanismi alla Scilipoti e se voti uno in uno schieramento lì
deve stare e non girare da una poltrona all’altra a seconda delle promesse e
delle convenienze personali.
La seconda cosa che deve fare è ridare un lavoro a chi non ce l’ha. Perché non si
chiede mica di fare una rivoluzione, mica di far pagare più tasse ai ricchi, ma
solo di poter lavorare per mantenere la famiglia dignitosamente. C’è troppa
gente che non arriva a metà mese, che vive di cassa integrazione, di
precariato. Ma un paese solido e civile non può basarsi sul precariato. Provare
a sedervi su una sedia a cui hanno segato una gamba. Sareste a vostro agio?
Ecco così non sono tutti quelli che come me non hanno certezza del guadagno,
del posto di lavoro.
La terza cosa: dare un po’ di soldi alla cultura, alla scuola, alla ricerca perché
un paese in un paese dove non c’è cultura prevale la barbarie, e alla lunga
sprofonda.
Tre cose. Tre piccoli passi per Super Mario tre grandi passi per l’umanità.