NEOLOGISMI


                                                       Capitolo 1

 

 

 

Colonna sonora: Buon compleanno bambina, E, Bennato

 

Mi viene da vomitare. Ho dormito male. Non mi succedeva da secoli. Mi sono girata tutta la notte come un wurstel su una piastra di ghisa. L’unica certezza che ho è che non mi voglio alzare per due buoni motivi. Il primo che oggi, nell’arco di questa lunga giornata, compirò 50 anni. Il secondo è perché stamattina ho un colloquio di lavoro. L’ennesimo in 30 anni di onorata carriera … precaria.

Ecco perché alzarmi oggi è un’impresa titanica. Infatti potrei ignorare le due cose e restarmene sigillata sotto il piumone, con la tapparella abbassata e so che mi passerebbe la nausea e anche il prurito. Si, io mi gratto in certi periodi. Un dermatologo mi ha detto che sono allergica alla mia vita. Confortante esserci dentro e non poterne uscire. A volte bastano alcune parole a scatenarmi un prurito della madonna. Una di queste parole è COOPERATIVA, l’altra SOCIALE. Se abbinate insieme mi viene il fuoco di Sant’Antonio. Vibra il telefono sul comodino. Lo lascio dentro il cassetto. Che fare? Uno sforzo. Il primo sforzo della giornata.

 

– Oh dormivi?

– Eh? Chi è?

– Io, io

No alle 6.45 del mattino non stavo dormendo, stavo impastando i ravioli

– Veramente??

– No. Stavo beatamente dormendo sprofondavo in un sogno bellissimo cavalcavo nuda su una spiaggia tropicale preceduta da George Clooney

– Fico

– Si. Cosa vuoi a quest’ora? Ti è andato a fuoco il canarino?

– No Beppe sta benissimo. E’ di là che se la cinguetta beato

– Eh beato lui.

– Ti ho chiamato ..

– Appunto… sentiamo

– In realtà volevo sapere per la cena di stasera

– Senti non ne ho proprio voglia, non c’è niente da festeggiare. M O L L A T E M I !!!!

– Ma come non c’è niente da festeggiare!! 50 anni CIN-QUAN-TAN-NI!!! Mica si compiono tutti i giorni

– Appunto. non ci voglio pensare, non me lo ricordare, solo il numero mi fa tremare. Ho la nausea…

– Sei incinta?

– Si unico caso di gravidanza menopausale…

– Ma se sei una milfona!!

– Si per cariatidi. Non ci voglio pensare , cazzo alla mia età sono ancora precaria, porca paletta

– Daaai basta!! Stasera ti voglio figa come la Stella della Senna, Cenerentola al ballo

– Ecco, già mi vedo a mezzanotte seduta su una zucca

– Ma smettila di piangerti addosso!! Io e Alice ti abbiamo preparato una sorpresona

– I California Dream Men nudi dentro una torta?

– No meglio, molto meglio!

– Non vedo l’ora!

– Non dirlo a me. Ma stamattina hai il colloquio, vero?

– Vero-vero… sentiamo le proposte indecenti. Speriamo. Sai ho notato che inizio sempre ogni pensiero con “Speriamo”… speriamo che sia una cooperativa seria

– Si. Cooperativa seria, ecco un ossimoro nuovo di zecca.

– Spero che i turni siano fattibili, spero di starci con la benzina, spero che paghino puntuali…

– “Chi vive sperando muore cagando!!”

– Lo Russo, Mediterraneo

– Oscar  a miglior film straniero

– E ci credo. Quanto ho letto la frase finale sono scoppiata a piangere

“dedicato a tutti quelli che stanno scappando”

– Già. Solo che noi siamo inchiodate qui. In questa vita precaria di merda. Dai. Stasera si festeggia. Comunque si festeggia.

– Non mi ci far pensare. Alé ti mollo che devo lavarmi, vestirmi da colloquio…

– Dai, in bocca al lupo

– Ma perché povero lupo. Devo farci qualcosa con ‘sta storia del lupo cattivo. Prima o poi ci riesco, vedrai. Ciao Laura

– Sì prima o poi ci riesci. Ciao Andrea. A stasera.

 

Ecco la mia amica è riuscita a strapparmi, non dico la voglia di vivere, ma di scherzarci su, sì. E anche un po’ la nausea mi sembra si sia leggermente attenuata. Grazie Lauretta. Cosa farei senza le mie amiche?

Devo convincere il mi corpo a scivolare fuori dal piumone. Dai coraggio. Esco dal letto e mi infilo in bagno.

 

Spero sia una cooperativa seria. Prima di dormire ho googlato un po’ e ci sono le solite foto di pazienti sorridenti, didascalie, educatori felici. Mah. La pagina di Facebook poi è ridicola, postano le loro foto e si mettono mi piace a soli. Mah. Spero che paghino. Io non ho voglia tra un mese di dover rincorrere un commercialista per  tuta la città. Non è che non mi sia mai capitato, in questi ultimi 30 anni di onorato precariaggio, cioè precariato selvaggio. Laura sarebbe fiera di me. Anzi stasera glielo dico. Piove. Pantaloni neri, maglioncino con camicetta di seta che si intravede. Orecchini discreti, un anelino d’oro che me lo posso cincischiare durante “la seduta”. La menata gigante è aggiornare il curriculum , nel mio caso un vero e proprio delirio perché ho fatto tutti i lavori in quasi tutti i settori. Ieri sera riaggiornandomi mi son detta: manca l’edilizia. Ho lavorato negli uffici come impiegata, in ospedale a fare le pulizie, alla Camera di Commercio a fare progetti, nella redazione di un giornale. Ho provato tutti i contratti, intestinale, cioè interinale , work experience, stagista. Minchia facevo la stagista a 43 anni ed ero la più vecchia di tutti, compreso il direttore. Mi sono divertita un sacco però. Avevo una sorta di borsa dalla Regione, 309 euro. Mi sono divertita un sacco e ho imparato molto però, ho partecipato a conferenze stampa, sculettato su e giù per la Riviera dicendo sono L’inviata speciale e sottolineo speciale. Me la tiravo un po’. Mi piace la redazione. Il suo disordine, i colleghi incollati al computer a fiutare la notizia. Mi ricordo il reportage sui pescatori. Mi avevano dato tutto il paginone centrale!! Tutto. Conservo ancora i miei pezzi.

Bei tempi. Per anni sono rimasta intrappolata nei co.co.co  e co. co pro. Lasciamo perdere. Mai con la qualifica per cui ero stata assunta e per quello che facevo. Ma il vero incubo sono state le Cooperative.

 

Scivolo nel traffico fluido delle 9 del mattino. Tutti a lavorare, i bambini a scuola, gli studenti anche. Si spera. Ecco di nuovo la santa catena dei SI SPERA. Speriamo che quei due siano a scuola. Mi sento prudere il braccio. Mi gratto istintivamente. Mi blocco e penso. Ecco solo l’affiorare del pensiero delle  c..o…o..p… e già mi parte il riflesso pavloviano del prurito. Cazzo. Non ci devo pensare. E come faccio che sto andando al colloquio. Guarda quel deficiente che ha tagliato la strada a tutti. Ma vai vai coglioneeee. Si comprano il Suv e la strada. Speriamo che sia una Cooperativa seria. Starnuto. Alzo il finestrino. Abbasso la radio. Non voglio sentire le notizie. Tanto in questo paese non cambia un cazzo. Un paese che si basa sul precariato non investe nei giovani, nella cultura nell’istruzione è un paese spacciato. Lo ha detto Catherine Spaak!! Cazzo Catherine Spaak  che, per quanto brava…Ecco ci siamo. Spero di trovare posteggio. Spero leggano il curriculum. Spero mi mettano a fare quello che so fare. Spero che siano organizzati. Spero che il coordinatore non sia una belva. Spero che i colleghi non siano degli infamoni. Spero non sia l’ennesimo tritacarne. Che culo è uscito un furgone e mi ci piazzo in due manovre. Taxi driver mi fa una pippa a me. Potrei chiedere se mi assumono per posteggiargli la macchina, in effetti non l’ho ancora fatto.

Alé ultimo caffè. Ultima cicca e già leggendo la targa avverto un leggero prurito mordermi il braccio.

 

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 Buona notte.