desidero ripubblicare l’ultima intervista  che ho fatto al Professore, in occasione della sua candidatura alle Primarie nell’ottobre 2007. Ho avuto il privilegio di fare anche un breve viaggio con lui, sono andata a prenderlo a Begato, il  quartiere popolare di Genova     dove abitava, e l’ho portato al Convegno Poesia e Prassi, a Sanremo, un lontano 14 aprile. è stato un viaggio piacevole, un’occasione di crescita per me sia umana che culturale. Rimasi colpita dalla sua modestia, dalla sua ironia, dalla sua tenacia,  e dalla sua immensa immensa cultura . Alla fine mi ha dedicato un suo libro e mi ha scritto tra le varie cose “valevole nella guida”. Faccia buon viaggio Professore e mi saluti Goethe.                                          

 

Il circo della politica, la politica del circo.

 

Intervista al Professor Edoardo Sanguneti

 Adorabile come sempre e un po’ clownesco il Professor Sanguineti sfoggia un paio di calze a righe colorate che ben si intonano con il Festival Grock  che si sta svolgendo a Imperia in questi giorni.

Dal circo equestre al circo della politica il passo sembrerebbe breve.

Alla fine della sua relazione mi avvicino timidamente al tavolo e gli ricordo di essere quella ragazza “valevole nella guida” che ha avuto l’onore di accompagnarlo da Genova a Sanremo la primavera scorsa. Lui mi fissa con quegli occhi azzurri come solo certi cieli di ottobre mediterraneo sanno essere e mi dedica tutta la sua attenzione.

Professore…

Mi dica tutto”

Lei è da qualche giorno il Presidente onorario dell’Associazione Uniti a Sinistra…

“E’ vero”

 

Ci vuol dire com’è andata?

Molto semplicemente i primi contatti li ho avuti con Ronzitti, nel senso che lui mi preannunciava lipotesi, non solo lui personalmente, ma attraverso tutta una serie di conversazioni con amici della sinistra genovese e non solo genovese, che  stavano meditando intorno allopportunità di creare unassociazione a Genova ma con la consapevolezza che cose analoghe si stavano sviluppando in maniera del tutto autonoma in altre città italiane.

C’è il bisogno di distinguere tra una sinistra che voleva conservare quest’etichetta ma nell’alleanza con il centro scivolava sempre più verso il centro, sino ad un annacquamento assai rischioso; e cercare, senza rompere nessuna delle alleanze faticosamente costituite a sinistra, in opposizione al centro destra, di  stabilire  una linea di distinzione e anzi svolgere una politica unitaria in 2 direzioni. Da un lato fare sì che movimenti e partiti, per limitarci ai più noti Rifondazione, i Comunisti italiani, gli ecologisti, il cosiddetto correntone all’interno dei Ds, si raccogliessero unitariamente e, sperando che  anche da questo potesse nascere una positiva influenza di fronte a molti che erano rimasti, però senza soddisfazione, all’interno dello schieramento di centro sinistra, per raccogliere almeno un cambiamento nel caso in cui saranno tenute le primarie a Genova.

Mi proposero quindi di diventare Presidente onorario in vista delle primarie di Genova. Questa è la situazione attuale. Il primo paso è vedere se si terranno le primarie.”

Professore, la sinistra è nata storicamente da una scissione, non c’è oggi il rischio di un’ulteriore frammentazione con la nascita di altri gruppi o associazioni?

“Si, ma il problema si può rovesciare a vicenda, chiedendosi se non sono stati i DS dal famoso convegno, dall’iniziativa di Occhetto abbandonando il nome di Partito Comunista Italiano ad essere scissionista. La scissione, se c’è stata è partita questa volta storicamente , non da uno spostamento a sinistra, come tante altre volte , ma da uno spostamento a destra. Allora il problema è molto vicino a quello che affrontava Gramsci. Non a caso lui che si era staccato a sinistra, rispetto ai compagni socialisti, dovendo dare un nome al giornale scelse l’Unità. Una specie di allegoria. Un buon emblema di come una politica di unità sia necessaria proprio per rinforzare la sinistra. E semmai cercare di rappresentare un polo che nel quadro delle alleanze le renda più rilevanti e solide proprio perché non c’è equivoco nei ruoli e nelle prospettive politiche”

Preferirei parlare con lui di poesia ma sono in missione e devo attenermi ai rigidi schemi della politica.

Secondo lei c’è conflitto tra la sinistra radicale e quella di governo?

“No. Non c’è conflitto. La sinistra è oggi naturalmente al potere nella forma del centro sinistra dunque in un governo che è in una situazione molto difficile come quella che l’attuale finanziaria ha messo in evidenza. Anche perché direi che si continua a partire con il piede sbagliato. Cioè da consultazioni  ampie e preventive  ma da decisioni prese dall’alto e aspettando poi eventualmente di correggere, dicendo ci siamo dimenticati di… bisognava tener conto di…. Era meglio partire dalle consultazioni dei sindaci prima di sentirsi dire dai sindaci stessi di centro sinistra delle città più importanti, come Torino, Roma, Bologna…che non ci stanno. Io capisco che un sindaco di centro destra dica: non mi piace questa  finanziaria e va modificata. Ma che tutti i sindaci di centro sinistra insorgano dicendo che è intollerabile, non va bene, mi pare terribile.  Va proprio rovesciato il modo di procedere e utilizzare la responsabilità governativa che si ha sia a livello amministrativo che politico.”

E infatti vorrei chiudere con un’opinione sull’ultima finanziaria.

Ecco. Direi che il giudizio lo stanno pronunciando tutti. Il centro destra come è ovvio, e questo è il meno che ci si potesse aspettare. Ma quello che è grave è che invece sono proprio le persone, i sindaci di sinistra che non sono degli estremist. Le faccio un esempio: Cofferati è una persona ipermoderata come ha dimostrato in 1000 occasioni tanto da essere accusato da molti giovani o sindacalisti, o immigrati o anche altro, di essere un autoritario, di volere l’ordine e la legalità a tutti i costi senza valutare le difficoltà concrete, ebbene è stato uno dei primi ad indignarsi di fronte all’abbandono e alla marginalizzazione dei problemi delle forze amministrative: comuni, province, regioni. Allora vuol dire che per scandalizzare un uomo del genere. Veltroni è un uomo che ha fatto della sua posizione di sindaco un luogo di raccolta, il più possibile aggregativo, facendo concessioni che a mio parere non possono che lasciare perplessi e lui è lì ad indignarsi, in una città che gode di particolari privilegi perché Roma ha uno statuto di capitale che permette anche di allargare molte cose, per dare ad ogni occasione forze distinte e anche opposte. Se si scandalizza lui!!  Anche Sassolino non è un uomo da barricate. Se ad un certo punto dice che non è accoglibile perché vanno modificate alcune cose alle radici. Per non parlare di tutti gli incidenti coi farmacisti, i tassisti. Non occorre mica essere dei profeti per immaginare che dopo un po’ scoppia un’ira di dio. E allora è bene affrontare da capo i problemi alla radice” .

L’intervista è finita. Il Professore si concede un aperitivo prima di ripartire. Prossima tappa Torino. Lo ringrazio  con una profezia: Il 2007 sarà un grande anno per il Sagittario perché a fine entrerà Giove  che spargerà saggezza e benevolenza e fortuna.

“Meno male, mi risponde, con tutte le cose che ho da fare

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Porto Maurizio, 40 gradi

 Adorabile come sempre e un po’ clownesco il Professor Sanguineti sfoggia un paio di calze a righe colorate che ben si intonano con il Festival Grock che si sta svolgendo a Imperia in questi giorni. Dal circo equestre al circo della politica il passo sembrerebbe breve. Alla fine della sua relazione mi avvicino timidamente al tavolo e gli ricordo di essere quella ragazza “valevole nella guida” che ha avuto l’onore di accompagnarlo da Genova a Sanremo la primavera scorsa. Lui mi fissa con quegli occhi azzurri come solo certi cieli di ottobre mediterraneo sanno essere e mi dedica tutta la sua attenzione.

 Professore…

 “Mi dica tutto”

 Lei è da qualche giorno il Presidente onorario dell’Associazione Uniti a Sinistra…

 “E’ vero”

 Ci vuol dire com’è andata?

 “Molto semplicemente i primi contatti li ho avuti con Ronzitti, nel senso che lui mi preannunciava l’ipotesi, non solo lui personalmente, ma attraverso tutta una serie di conversazioni con amici della sinistra genovese e non solo genovese, che stavano meditando intorno all’opportunità di creare un’associazione a Genova ma con la consapevolezza che cose analoghe si stavano sviluppando in maniera del tutto autonoma in altre città italiane.

C’è il bisogno di distinguere tra una sinistra che voleva conservare quest’etichetta ma nell’alleanza con il centro scivolava sempre più verso il centro, sino ad un annacquamento assai rischioso; e cercare, senza rompere nessuna delle alleanze faticosamente costituite a sinistra, in opposizione al centro destra, di stabilire una linea di distinzione e anzi svolgere una politica unitaria in 2 direzioni. Da un lato fare sì che movimenti e partiti, per limitarci ai più noti Rifondazione, i Comunisti italiani, gli ecologisti, il cosiddetto correntone all’interno dei Ds, si raccogliessero unitariamente e, sperando che anche da questo potesse nascere una positiva influenza di fronte a molti che erano rimasti, però senza soddisfazione, all’interno dello schieramento di centro sinistra, per raccogliere almeno un cambiamento nel caso in cui saranno tenute le primarie a Genova.

Mi proposero quindi di diventare Presidente onorario in vista delle primarie di Genova. Questa è la situazione attuale. Il primo paso è vedere se si terranno le primarie.”

 Professore, la sinistra è nata storicamente da una scissione, non c’è oggi il rischio di un’ulteriore frammentazione con la nascita di altri gruppi o associazioni?

 “Si, ma il problema si può rovesciare a vicenda, chiedendosi se non sono stati i DS dal famoso convegno, dall’iniziativa di Occhetto abbandonando il nome di Partito Comunista Italiano ad essere scissionista. La scissione, se c’è stata è partita questa volta storicamente , non da uno spostamento a sinistra, come tante altre volte , ma da uno spostamento a destra. Allora il problema è molto vicino a quello che affrontava Gramsci. Non a caso lui che si era staccato a sinistra, rispetto ai compagni socialisti, dovendo dare un nome al giornale scelse l’Unità. Una specie di allegoria. Un buon emblema di come una politica di unità sia necessaria proprio per rinforzare la sinistra. E semmai cercare di rappresentare un polo che nel quadro delle alleanze le renda più rilevanti e solide proprio perché non c’è equivoco nei ruoli e nelle prospettive politiche”

 Preferirei parlare con lui di poesia ma sono in missione e devo attenermi ai rigidi schemi della politica.

 Secondo lei c’è conflitto tra la sinistra radicale e quella di governo?

 “No. Non c’è conflitto. La sinistra è oggi naturalmente al potere nella forma del centro sinistra dunque in un governo che è in una situazione molto difficile come quella che l’attuale finanziaria ha messo in evidenza. Anche perché direi che si continua a partire con il piede sbagliato. Cioè da consultazioni ampie e preventive ma da decisioni prese dall’alto e aspettando poi eventualmente di correggere, dicendo ci siamo dimenticati di… bisognava tener conto di…. Era meglio partire dalle consultazioni dei sindaci prima di sentirsi dire dai sindaci stessi di centro sinistra delle città più importanti, come Torino, Roma, Bologna…che non ci stanno. Io capisco che un sindaco di centro destra dica: non mi piace questa finanziaria e va modificata. Ma che tutti i sindaci di centro sinistra insorgano dicendo che è intollerabile, non va bene, mi pare terribile. Va proprio rovesciato il modo di procedere e utilizzare la responsabilità governativa che si ha sia a livello amministrativo che politico.”

 E infatti vorrei chiudere con un’opinione sull’ultima finanziaria.

 “Ecco. Direi che il giudizio lo stanno pronunciando tutti. Il centro destra come è ovvio, e questo è il meno che ci si potesse aspettare. Ma quello che è grave è che invece sono proprio le persone, i sindaci di sinistra che non sono degli estremist. Le faccio un esempio: Cofferati è una persona ipermoderata come ha dimostrato in 1000 occasioni tanto da essere accusato da molti giovani o sindacalisti, o immigrati o anche altro, di essere un autoritario, di volere l’ordine e la legalità a tutti i costi senza valutare le difficoltà concrete, ebbene è stato uno dei primi ad indignarsi di fronte all’abbandono e alla marginalizzazione dei problemi delle forze amministrative: comuni, province, regioni. Allora vuol dire che per scandalizzare un uomo del genere. Veltroni è un uomo che ha fatto della sua posizione di sindaco un luogo di raccolta, il più possibile aggregativo, facendo concessioni che a mio parere non possono che lasciare perplessi e lui è lì ad indignarsi, in una città che gode di particolari privilegi perché Roma ha uno statuto di capitale che permette anche di allargare molte cose, per dare ad ogni occasione forze distinte e anche opposte. Se si scandalizza lui!! Anche Sassolino non è un uomo da barricate. Se ad un certo punto dice che non è accoglibile perché vanno modificate alcune cose alle radici. Per non parlare di tutti gli incidenti coi farmacisti, i tassisti. Non occorre mica essere dei profeti per immaginare che dopo un po’ scoppia un’ira di dio. E allora è bene affrontare da capo i problemi alla radice” .

 L’intervista è finita. Il Professore si concede un aperitivo prima di ripartire. Prossima tappa Torino. Lo ringrazio con una profezia: Il 2007 sarà un grande anno per il Sagittario perché a fine entrerà Giove che spargerà saggezza e benevolenza e fortuna.

 “Meno male, mi risponde, con tutte le cose che ho da fare